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Il legno in pellets (o pellet) è un combustibile ricavato dalla segatura essiccata e poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di alcuni millimetri, tipicamente 6-8 mm.

Il pellet è un combustibile naturale che, grazie ai numerosi vantaggi per chi lo sceglie, sta progressivamente sostituendo quelli tradizionali. Tra le ragioni del successo bisogna ricordare non solo il notevole risparmio economico, ma anche i benefici per l’ambiente: infatti, i residui prodotti dal pellet (cenere e anidride carbonica) non sono minimamente paragonabili a quelli emessi dagli altri sistemi di riscaldamento non solo domestici, ma anche industriali.

Inoltre, il pellet è un combustibile piccolo, ma dalle grandi potenzialità: infatti, a parità di volume, riesce a restituire una quantità di calore maggiore rispetto ai tradizionali combustibili. Questo aspetto del pellet viene misurato e indicato nell’etichetta da un particolare parametro chiamato potere calorifico del pellet: scopriamo quindi di che cosa si tratta.

I fattori da cui dipende la qualità del pellet sono cinque:

  • Il Potere calorifico, ovvero l’energia termica che una data quantità di pellet riesce a offrire. Più alto è il potere calorifico, migliore è il pellet.
  • Il residuo di ceneri, ossia quella parte di combustibile che non brucia e, quindi che può sporcare e ostruire la stufa, rovinandola: questo deve essere inferiore all’1%.
  • La composizione: la bassa densità di legname o una pressatura non idonea non garantiscono una buona capacità di riscaldamento.
  • Il tipo di legno utilizzato: i migliori legnami sono il faggio o l’abete.
  • La lavorazione che deve rispettare standard di qualità.

Un pellets dalla resa migliore dunque garantirà un risultato sia in termini di calore che rispetto dell’ambiente.

A livello europeo esiste una certificazione unica, la EN Plus che controlla tutte le caratteristiche chimico-fisiche del pellet e ne assicura l’elevata qualità.

Tale certificazione stabilisce tre categorie di prodotti: A1 è quello più pregiato, con un residuo di ceneri non superiore allo 0,7%; A2 ha un residuo di ceneri non superiore all’1,2%; B, con un residuo di ceneri non superiore al 2%, è invece più adatto all’uso industriale.

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