5 ragioni per acquistare Pellet di qualità

Negli ultimi anni il pellet ha guadagnato l’interesse di un gran numero di italiani, portando il nostro Paese ad essere tra i principali consumatori e importatori d’Europa.
Il costo contenuto della materia prima e la natura ecologica di questo prodotto, ottenuto dagli scarti del legno, fanno sì che il pellet sia la scelta ideale per produrre calore e riscaldare i nostri ambienti, senza inquinare troppo.
Tuttavia l’acquisto del pellet migliore per alimentare la propria stufa non è una valutazione semplice, ma richiede tempo e implica la raccolta di informazioni.

Caratteristiche pellet di qualità

I fattori da cui dipende la qualità del pellet sono cinque:
 Il Potere calorifico, ovvero l’energia termica che una data quantità di pellet riesce a offrire. Più alto è il potere calorifico, migliore è il pellet.
  • Il residuo di ceneri, ossia quella parte di combustibile che non brucia e, quindi che può sporcare e ostruire la stufa, rovinandola: questo deve essere inferiore all’1%.
  • La composizione: la bassa densità di legname o una pressatura non idonea non garantiscono una buona capacità di riscaldamento.
  • Il tipo di legno utilizzato: i migliori legnami sono il faggio o l’abete.
  • La lavorazione che deve rispettare standard di qualità.
 Un pellet dalla resa migliore dunque garantirà un risultato sia in termini di calore che rispetto dell’ambiente.

Pellet solo se certificato

Prima di tutto deve essere conforme alla legge. Bisogna puntare a un prodotto certificato.
Infatti, secondo le stime, il pellet certificato inquina 10 volte meno della legna e, 4 meno di quello non certificato. Sottoporsi a una certificazione volontaria, grazie a controlli continui e casuali, attesta inoltre la qualità e la serietà di chi lo produce. L’ente terzo garantisce che durante tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, si rispettino sia i rigidi protocolli che le normative.
A livello europeo esiste una certificazione unica, la EN Plus che controlla tutte le caratteristiche chimico-fisiche del pellet e ne assicura l’elevata qualità.
 Tale certificazione stabilisce tre categorie di prodotti: A1 è quello più pregiato, con un residuo di ceneri non superiore allo 0,7%; A2 ha un residuo di ceneri non superiore all’1,2%; B, con un residuo di ceneri non superiore al 2%, è invece più adatto all’uso industriale.

Pellet di qualità: come riconoscerlo

Insomma è chiaro quali siano i benefici derivanti dall’acquisto di pellet di qualità, in particolare:
  •  Riscalda meglio
  • Sporca meno le canne fumarie
  • Produce meno cenere
  • È eco sostenibile
  • Non nuoce alla salute
 Alla luce di queste informazioni, come capire qual è il pellet migliore? Il pellet migliore è riconoscibile a partire da alcuni dettagli. In primis, riporterà in etichetta tutte le informazioni necessarie sul prodotto e sul produttore: contenuto di cenere, il contenuto energetico, la tipologia di legname utilizzato e la provenienza.
 Durante l’acquisto è importante fare attenzione anche alla percentuale di umidità. Più alto è questo valore, più basso sarà il potere calorifero del pellet. Vi consigliamo quindi, al momento dell’acquisto, di controllare che le confezioni siano ben sigillate. Anche il pellet migliore può rovinarsi a contatto con l’umidità. È indispensabile assicurarsi della provenienza del pellet: questo non deve derivare dagli scarti di mobilifici. Eventuali residui di colle e vernici, se bruciate, potrebbero essere altamente pericolose per la salute dell’uomo e per la salubrità dell’ambiente.
Anche la presenza di additivi può incidere negativamente sulla qualità del pellet, riducendone il potere calorifico e rendendolo nocivo. Se teniamo alla nostra salute e, al pianeta che ci ospita, è sempre meglio scegliere pellet che contenga sostanze naturali o pellet di puro legno.
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